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Ritiro e richiamo di un alimento: come organizzarsi in un piccolo laboratorio

Aggiornato al 06/10/2026. Informazioni di carattere generale: non sostituiscono la consulenza del tuo consulente HACCP o legale.

Un fornitore ti avvisa che un lotto di materia prima è sospetto. Oppure un cliente segnala un corpo estraneo, un allergene non dichiarato, un’etichetta sbagliata. Da quel momento contano le ore: sapere subito quali prodotti sono coinvolti e a chi sono stati consegnati è la differenza tra un problema circoscritto e il blocco di tutta la produzione.

Che differenza c’è fra ritiro e richiamo?

Il ritiro riguarda un prodotto che non è ancora arrivato al consumatore: viene tolto dal mercato presso i clienti (negozi, ristoranti, piattaforme). Il richiamo scatta quando il prodotto può già essere nelle case dei consumatori e richiede anche di informarli, per esempio con avvisi nei punti vendita e con la pubblicazione del richiamo sul portale del Ministero della Salute.

Che cosa chiede l’articolo 19 del Reg. CE 178/2002?

Se un operatore ritiene o ha motivo di ritenere che un alimento da lui immesso sul mercato non sia conforme ai requisiti di sicurezza, deve avviare immediatamente le procedure per ritirarlo e informare l’autorità competente. Se il prodotto può essere arrivato al consumatore, deve informarlo in modo efficace e accurato e, se necessario, richiamare i prodotti già forniti. L’operatore deve inoltre collaborare con l’autorità e trasmettere le informazioni necessarie per rintracciare l’alimento. Il testo completo è nel Regolamento (CE) n. 178/2002.

Quali sono i passi da seguire?

  1. Identifica il lotto e tutti i prodotti derivati: se il problema è su un ingrediente, servono i lotti di prodotto finito in cui è entrato, anche attraverso semilavorati.
  2. Blocca le giacenze in magazzino e in produzione, così nulla esce mentre valuti.
  3. Elenca i destinatari: per ogni lotto coinvolto, i clienti, i DDT e le quantità consegnate.
  4. Informa l’autorità competente (il servizio veterinario o igiene alimenti della ASL) e i clienti, con istruzioni chiare su cosa fare del prodotto.
  5. Documenta ogni comunicazione con data, destinatario e contenuto, e conserva i documenti: sono le prove della tua diligenza.
  6. Chiudi e impara: verifica le quantità rientrate, registra l’esito e aggiorna il piano di autocontrollo se serve.

Che cosa devi avere registrato prima, perché il passo 1 sia possibile: gli obblighi di rintracciabilità del Reg. CE 178/2002.

Ogni quanto va simulato un richiamo?

Il Reg. CE 178/2002 non dice ogni quanto simulare un richiamo. Le linee guida nazionali sulla rintracciabilità (Accordo Stato-Regioni del 28 luglio 2005) dicono che procedure scritte e un piano di richiamo già provato possono essere utili quando il richiamo serve davvero, e che è opportuno rivedere periodicamente il sistema di rintracciabilità. Anche un laboratorio piccolo può fare la prova: scegli un lotto a caso e ricostruisci origini, derivati e destinatari con i documenti che hai. Se per rispondere devi rileggere fogli sparsi o ricostruire a memoria, il sistema di registrazione va rivisto.

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